De Ignoto
Cantu

Fonte d'ispirazione
per i compositori del Novecento

Nell’anno 2000 sono state celebrate le ricorrenze di Guido monaco pomposiano, solitamente ricordato come Guido D’Arezzo. Esse riguardavano il millenario della nascita e il novecentocinquantesimo anno della sua morte. Il primo lo potremmo definire virtuale in quanto la data di nascita del formulatore dell’esacordo musicale è approssimativamente stabilita tra il 992 e il 997. La città di Arezzo, in accordo con il Comune di Codigoro dove sorge l’Abbazia di Pomposa, ha stabilito di celebrare il millenario nel 2000 costituendo un Comitato Nazionale che ha coinvolto anche il progetto “De ignoto cantu” promosso dal Collegium “Scriptorium Fontis Avellanae”.
Il Collegium ha inteso celebrare l’anniversario della morte di Guido attraverso un programma di vasto respiro che non fosse solo commemorativo, ma anche creativo, ponendosi in una prospettiva dinamica attuata con una serie di iniziative che, partendo dalle intuizioni di Guido, si ponessero in ascolto di quanto la ricerca musicale è andata proponendo da quei giorni fino a oggi.
Guido viveva la sua esperienza monastica nell’Abbazia di Pomposa, dove aveva iniziato la sua ricerca al fine di rendere leggibile, con annotazioni che fissassero i suoni e li rendessero facilmente riproducibili, la musica (mnemonicamente tramandata) che rivestiva i testi liturgici.
In quell’Abbazia, nel 1042, si incontrò con S. Pier Damiani il quale, proveniente dall’Eremo di Fonte Avellana, su invito dell’Abate pomposiano stava insegnando ai monaci le Sacre Scritture. L’incontro di Pomposa fece nascere un sodalizio prezioso tra Guido e Pier Damiani. Quest’ultimo stava strutturando la Liturgia della comunità avellanita, liturgia che avrebbe nutrito la comunità dell’Eremo fino al Concilio di Trento (1545-1563). Poeta e scrittore fecondo, egli trovò in Guido un ottimo collaboratore per rivestire di musica i suoi testi.

Ogni anno il Collegium promuove concerti che sono frutto di ricerche negli Archivi Musicali dove sono conservati autentici tesori sconosciuti al vasto pubblico che ama ascoltarli, particolarmente trascritti e diretti dai M.i Marco Mencoboni e Lorenzo Donati.

In quella sede sono nati testi liturgici di grande interesse, per alcuni dei quali solo recentemente è iniziato lo studio, in occasione della  mostra Collectio thesauri promossa dalla regione Marche nelle Sedi di Ancona e Macerata (vedi cataloghi con schede curate da Salvatore Frigerio, Giacomo Baroffio,  Daria Greco, Cristina Di Zio). Codici ancora presenti nell’archivio di Fonte Avellana, mentre tutti gli altri sono conservati nella Biblioteca Vaticana dove sono stati trasferiti allorché l’Abate commendatario Giuliano della Rovere fu eletto Papa nel 1503 con il nome di Giulio II.
Tra i codici conservati a Fonte Avellana primeggia quello contrassegnato dall’Archivio con le lettere “Nn” (l’antica segnatura archivistica si muoveva con le lettere Aa…Ab…Ba…Bb…). Si tratta del breviario della comunità per il primo semestre dell’anno liturgico. L’esame paleografico ha permesso di rilevare l’intervento di quattro amanuensi e di tre notatori nella stesura del codice, con prevalenza della notazione di tipo ravennate, avvalorando l’ipotesi che la compilazione sia avvenuta nell’importante scriptorium costruito da S. Pier Damiani, Priore di quella comunità dal 1042 al 1072.
La presenza di questo codice, importante anche per la storia della musica, ha sollecitato il Collegium ad affrontare un progetto complessivo, che ha permesso anche di avviare lo studio sistematico del manoscritto Nn, affrontato sotto la guida del Prof. Giacomo Baroffio.

Pubblicazione

Il progetto “De Ignoto Cantu”, programmato per il triennio 2000-2002, ha promosso la realizzazione di diverse iniziative
e la realizzazione finale di un volume cartaceo pubblicato nell’anno 2009.

Anno 2004

Pubblicazione

Pubblicazione della traduzione in lingua italiana del trattato latino di Joseph Smits van Waesberghe, Vita e costumi di Guido d’Arezzo, teorico e pedagogo musicale, a cura di Silvia Copello, con la direzione di Ferruccio Bertini dell’Università di Genova.
Da tutto questo è nato il Volume “De Ignoto Cantu” che, pubblicato nell’anno 2009, ha raccolto e organizzato la ricerca fatta negli anni precedenti, offrendo uno straordinario panorama della Storia della Musica nel millennio post-Guido.

24-26 ottobre 2002

Convegno / Concerto

Convegno: L’influenza del Gregoriano nelle composizioni musicali dal 1700 a oggi.
Coordinatore Antonio Lovato dell’Università di Padova.

Concerto dimostrativo dell’Insieme Vocale “Vox Cordis”.
Concerti eseguiti nel corso dell’anno sempre dimostrativi di quanto proposto: “Laus Concentus”; “Sacro e Profano”; “Cantar lontano”.

20-22 settembre 2001

Convegno / Concerto

Convegno: Il Gregoriano nella polifonia dagli inizi al 1600.
Coordinatore Giulio Cattin dell’Università di Padova

Concerto dimostrativo del Gruppo “Cantar lontano” di Pesaro.
Concerti eseguiti nel corso dell’anno sempre dimostrativi di quanto la ricerca andava proponendo: “La Reverdì”; “De Labyrintho”; “Cantar lontano”.

21-24 settembre 2000

Convegno / Concerto

Convegno: Guido monaco, la musica liturgica e i repertori italici medioevali.
Coordinatore Giulio Cattin dell’Università di Padova

Concerti dimostrativi degli ensembles “Oktoechos” e “Strips Jesse”
Concerti eseguiti nel corso dell’anno sempre dimostrativi di quanto la ricerca andava proponendo:
Ensemble “Cantori di Assisi”; “Coro Gregoriano” del Conservatorio di Pasaro; “Coro Guido d’Arezzo”; “La Reverdie”; “Susanna Castelli e Andrea Quagliarini”; “I Laudesi di Vicenza”.