Il Codice Sociale Camaldolese

La base della Costituzione
della Repunblica Italiana

Semplicemente noto come “Codice di Camaldoli” è nato a Camaldoli quando il monastero di Camaldoli si trovava esattamente sulla Linea Gotica e le forze militari tedesche presidiavano la zona. Il 18 luglio dell’anno 1943 una trentina di studiosi, laici ed ecclesiastici, sotto la guida e la presidenza di Mons. Adriano Bernareggi, vescovo di Bergamo e assistente centrale dei Laureati Cattolici, si raccolsero nella Foresteria del Monastero. Essi erano ben consapevoli della situazione bellica in corso e delle novità che andavano affiorando (esattamente nella settimana successsiva a quella del 18-24 luglio, Benito Mussolini sarebbe stato arrestato, con tutte le conseguenze che ne sappiamo derivate per gli esiti del conflitto). Nel pieno della tragedia in corso, quegli intellettuali furono spinti a interrogarsi sul destino e la rinascita del Paese, partendo dalle sue radici storiche. Nel 1927 l’Unione Internazionale di Scienze Sociali aveva pubblicato il Codice sociale di Malines, contributo all’unità e alla vitalità della dottrina sociale cattolica. Nel 1937 Pio XI ha pubblicato l’Enciclica Summi Pontificatus sulla dottrina sociale della Chiesa.  In quella settimana dal 18 al 24 luglio 1943 i convenuti si proposero di concordare un programma per il lavoro sul tema “La dottrina sociale della Chiesa”, da svolgere in seguito, e di stabilire il metodo da seguire, nominando dei Comitati di redazione sui singoli argomenti definiti in quei giorni. Il programma ha poi subìto una profonda modifica, causata dalle gravi circostanze sopravvenute, tra le quali il bombardamento di Roma. E proprio a Roma coloro che si erano riuniti a Camaldoli hanno trovato modi di incontri nei quali hanno lavorato e discusso intorno alle prime elaborazioni provvisorie di Camaldoli.

Una serie completa e organica di enunciati sui principi di un ordinamento sociale cristiano che investono i punti fondamentali della vita della comunità umana, con particolare riguardo ai più vivi e urgenti problemi dello Stato, della Famiglia, dell’Educazione, del Lavoro, della Vita Economica.

Inoltre hanno potuto tener conto del contributo di altri studiosi, anche non romani, che malgrado le difficoltà di ogni genere (sappiamo le condizioni della città “occupata” dalle SS…) hanno avuto modo di far pervenire i loro interventi. Sono così pervenuti alla formulazione di una serie completa e organica di enunciati sui principi di un ordinamento sociale cristiano che investono i punti fondamentali della vita della comunità umana, con particolare riguardo ai più vivi e urgenti problemi dello Stato, della Famiglia, dell’Educazione, del Lavoro, della Vita Economica. Concludendo con un progetto di Ordine europeo internazionale, concluso con le parole: “la premessa fondamentale per formare un ordine internazionale e quindi assicurare positive condizioni di pace all’umanità è di rifarsi alla vera idea dello Stato e alla pratica della vita sociale e politica conforme ai principi della giustizia e della libertà”.
Il Testo verrà finalmente pubblicato a Roma, nella Pasqua del 1945, quando, a conflitti finalmente terminati, si porranno le basi di una nuova convivenza tutta da inventare e per la quale il Codice ha proposto basi  tali da essere preso in considerazione dai Padri Costituenti quale “bozza” di quella che verrà redatta e proclamata “Costituzione della Repubblica Italiana” nell’anno 1948. Infatti molti princìpi del Codice confluirono nella Carta quali: la dignità della persona umana e il suo primato rispetto allo Stato; il rifiuto di ogni visione totalitaria della politica; l’abbandono della categoria di Stato confessionale e, insieme, il pieno rispetto della libertà religiosa; la comunità politica come garante dei valori di giustizia sociale e di uguaglianza tra i cittadini; la funzione sociale della proprietà; la limitazione della sovranità nazionale a vantaggio di organizzazioni sovranazionali per la promozione della pace e del diritto tra i popoli.
La richiesta di parità di dignità tra marito e moglie è diventata legge italiana solo nel Diritto di Famiglia approvato nel 1975.

Seminari

Il Collegium ha organizzato Seminari che hanno affrontato i Temi del Codice nello stesso ordine che appare nella pubblicazione, confrontandoli con le situazioni attuali. Ultimamente il confronto viene fatto con il Manifesto di Ventotene suo contemporaneo.