Progetti

Uno studio continuo delle tradizionioni.
Una ricerca applicata al contemporaneo.

Dai giorni della sua fondazione il Collegium, attento alle sollecitazioni del suo tempo, ma anche alle testimonianze del passato, fondative di storie determinanti le evoluzioni culturali, sociali, antropologiche, politiche, religiose, ha elaborato progetti riguardanti le Civiltà, la Musica, la Scuola, l’Ambiente, con quanto comporta in essi e quanto interagisce tra essi.

Il Codice Forestale
Camaldolese

Il progetto si propone di riscoprire il rapporto tra il monachesimo benedettino camaldolese e la foresta in tutte le sue implicazioni (spirituale, etica, tecnica, economica, sociale): si tratta di un’esperienza unica, paradigma storico di un equilibrato rapporto tra l’uomo e la montagna, che può essere declinato nella realtà di oggi come fondamento di un possibile sviluppo dell’Appennino.

Foresta Etica

Custodire significa conoscere, apprezzare, promuovere, proteggere. È una reciprocità creatrice di un’etica dinamica che sorge e si evolve nell’ambiente vissuto. Per oltre otto secoli gli Eremiti di Camaldoli hanno dato vita a quest’etica. È per questo motivo che l’UNESCO ha dimostrato il suo interesse ed è iniziato il procedimento per il riconoscimento del Codice Forestale Camaldolese quale patrimonio immateriale universale dell’umanità.

Il Codice Sociale
Camaldolese

Semplicemente noto come “Codice di Camaldoli” è nato a Camaldoli quando il monastero di Camaldoli si trovava esattamente sulla Linea Gotica e le forze militari tedesche presidiavano la zona. Il 18 luglio dell’anno 1943 una trentina di studiosi, laici ed ecclesiastici, sotto la guida e la presidenza di Mons. Adriano Bernareggi, vescovo di Bergamo e assistente centrale dei Laureati Cattolici, si raccolsero nella Foresteria del Monastero.

De Ignoto Cantu

Nell’anno 2000 sono state celebrate le ricorrenze di Guido monaco pomposiano, solitamente ricordato come Guido D’Arezzo. Esse riguardavano il millenario della nascita e il novecentocinquantesimo anno della sua morte. Il Collegium ha inteso celebrare l’anniversario della morte di Guido attraverso un programma di vasto respiro che non fosse solo commemorativo, ma anche creativo, ponendosi in una prospettiva dinamica.

La Carta di
Fonte Avellana

La montagna era da decenni lontana dagli interessi del Paese, bollata di marginalità, addirittura definita “Zona depressa”, dunque colpita da sottosviluppo e inutilità. Le nuove situazioni sociali, però, tendevano a riscoprirla come risorsa enorme, disponibile e appetibile. Da problema diventava opportunità, ma per chi? Doveva esserlo per chi aveva scelto di continuare a viverci, soprattutto per le giovani generazioni.

Università

L’adesione al Collegium di Docenti Universitari o l’interesse suscitato in loro dal Collegium ha permesso di programmare incontri con gli Studenti di Dipartimenti diversi, pure interessati tanto dal Codice Sociale quanto dal Codice Forestale. Sul primo Codice sono avvenuti 4 Seminari nell’Istituto d’Istruzione Superiore di Pesaro nei giorni 12/19/26 novembre e 3 dicembre 2016. In collaborazione con l’Accademia Agraria Pesaro, Sezione Giovani e con l’Associazione Alessandro Bertola di studi e ricerche di economia e di politica agraria.

In corso sono i rapporti con i Dipartimenti dell’Università di Firenze, Università di Perugia, Università Degli Studi Della Campania “Luigi Vanvitelli”, Università Degli Studi Di Urbino “Carlo Bo”
, Università Politecnica Delle Marche.

Scuola

Il “Progetto Scuola” è nato nel contesto degli altri due Progetti sul Codice Sociale e sul Codice Forestale di Camaldoli. Il primo Codice ha proposto ai Docenti delle scuole secondarie di secondo grado una serie di Seminari proponenti una rilettura e un confronto dei temi trattati dal Codice, nello stesso ordine logico della sua pubblicazione, come appare dal testo sopra illustrato. L’accredito concesso dal MIUR ha permesso di rilasciare ai Docenti e agli Allievi presenti il diploma di partecipazione al Corso di Aggiornamento. Il secondo Codice non ha inteso proporre agli Allievi una semplice ricerca storica ma, attraverso questa, l’attualizzazione delle tematiche e le motivazioni che permisero ai monaci, lungo i secoli, di mantenere un rapporto privilegiato con l’Ambiente, pur restando al passo con i tempi anche dal punto di vista tecnico. Il sottotitolo dato originariamente al progetto recitava infatti: La ricerca delle radici del possibile sviluppo sostenibile dell’Appennino; perché questo avvenga è necessario un cambio di mentalità della Società tutta e in particolare dei giovani. Molti ragazzi oggi non hanno più “ideali” né “senso di appartenenza”: per alcuni l’unica “aspettativa” (non si parla più neppure di “sogno”) è il successo economico; spetta agli educatori trasformare un “ricordo” in una vera “memoria storica”, senza la quale nessun progetto può reggere nel tempo, perché manca di radici. Lo stile con cui il Collegium ha proposto i contenuti è quello del gemellaggio, tra una scuola “di montagna” e una “di città” per evitare di continuare a bersagliare i ragazzi di “parole vuote” o “immaginarie”, non “raccontando” loro le diversità di culture, ma facendone fare esperienza nel contatto diretto con i coetanei.

Le finalità del progetto sono migliorare le capacità relazionale con i coetanei; aumentare “l’orgoglio” verso il proprio luogo di residenza; aiacquisire la memoria storica; rifondare un sano rapporto Uomo-Ambiente; aumentare la consapevolezza della interdipendenza dei vari ambienti di vita; formare una coscienza comune di una responsabile attenzione al patrimonio naturale; approfondire il ruolo che il Monachesimo ha svolto nella formazione culturale e storica del nostro Paese e dell’Europa; conoscere le basi e l’importanza della ricerca archivistica.